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Nell'era dell'AI slop, il giudizio diventa la merce più rara

Il web si sta riempiendo di contenuti generati, tutti uguali e tutti plausibili. Perché credo che questo renda più preziosi, non meno, la firma, la verifica e una voce riconoscibile.

Mattia PanattaAggiornato il 11 ottobre 20266 minOpinione
Una persona al buio che scorre lo smartphone
Foto: Gilles Lambert · Unsplash

“Slop” in inglese è la brodaglia che si dà ai maiali. Da un paio d’anni la parola indica i contenuti generati in massa con l’AI: articoli che rispondono a domande che nessuno ha fatto, immagini patinate tutte uguali, video con voce sintetica e musica di repertorio, recensioni scritte da nessuno. Kurzgesagt ci ha dedicato un video dal titolo eloquente: L’AI slop sta distruggendo Internet.

Ha ragione a preoccuparsi. Ma credo che la conclusione più interessante sia un’altra.

Il problema: l’abbondanza del plausibile

Il punto non è che i contenuti generati siano brutti. Spesso sono corretti, ordinati, ben scritti. Il problema è che sono medi: la media di tutto ciò che il modello ha letto. Il modo più probabile di dire una cosa, che per definizione è il modo in cui l’ha già detta chiunque.

Quando produrre testo costa zero, il web si riempie di testo medio. Cercare una risposta diventa più faticoso, non meno. La vecchia “teoria dell’internet morto” (un web popolato più da bot che da persone) suonava come una fantasia complottista; oggi descrive bene alcune zone dei social.

E le persone se ne accorgono. Le aperture enfatiche, gli elenchi di tre aggettivi, le chiusure che riassumono tutto: abbiamo imparato a riconoscerli, e quando li riconosciamo smettiamo di fidarci.

La conseguenza: ciò che è scarso vale di più

Ogni volta che una cosa diventa abbondante, il valore si sposta su ciò che resta scarso. Con l’AI slop diventano scarse tre cose.

1. Il giudizio. Scegliere cosa vale la pena dire, cosa tagliare, quale dei dieci dati conta. L’AI genera opzioni all’infinito; decidere resta un lavoro umano, e diventa la parte più preziosa.

2. La verifica. In un mare di testi plausibili, quello verificato è un’altra merce. Una circolare firmata da un professionista che ne risponde, un dato con la fonte e la data, una recensione di chi ha davvero provato il prodotto. La fiducia diventa il prodotto.

3. La voce. Un modo riconoscibile di pensare e di scrivere, con esperienze vere dentro. Nessun modello può inventare il tuo caso di ieri, il tuo errore di tre anni fa, la tua opinione impopolare.

Il canale After Skool la mette in modo ottimista: l’abbondanza di slop potrebbe innescare un nuovo “rinascimento umano”, perché l’autenticità diventerà il segnale che distingue. Non so se sarà un rinascimento, ma la direzione mi pare giusta.

Cosa faccio io (e cosa consiglio)

Questo sito è scritto con l’aiuto dell’AI, e non lo nascondo. Proprio per questo ho delle regole:

  • Ogni numero ha una fonte e una data. Se non posso verificarlo, non lo scrivo o dico che non è verificato.
  • Le opinioni sono firmate e dichiarate. Come questa.
  • Esempi veri. Il notebook con 299 video, il costo reale di un’automazione sulle fatture, l’errore di attribuzione che ho trovato controllando: cose successe, non inventate per l’occasione.
  • Rilettura e tagli. Nessun testo esce come l’ha scritto il modello. Di solito la metà del lavoro è togliere.

Per chi usa l’AI per comunicare (professionisti, aziende, creator) il consiglio è lo stesso: usala per la parte meccanica (struttura, prima bozza, correzione, traduzione) e metti tu ciò che nessun altro può mettere. Se il tuo testo potrebbe averlo scritto chiunque con lo stesso prompt, non stai comunicando: stai aggiungendo rumore.

E le etichette?

L’AI Act impone di dichiarare deepfake e testi generati pubblicati per informare il pubblico, e dal 2 dicembre 2026 chiede ai fornitori di marcare i contenuti in modo leggibile dalle macchine. Alcuni modelli già inseriscono filigrane invisibili nel testo. È utile, ma non risolverà il problema da solo: le filigrane si possono aggirare, e un contenuto può essere vero anche se generato o falso anche se scritto a mano.

La vera etichetta, alla fine, resta una sola: chi ci mette la faccia.

In una riga

Quando tutti possono generare tutto, conta chi sceglie, chi verifica e chi firma.

Fonti

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.

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