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AI per marketing e social, senza sembrare un robot

Piano editoriale, post, caroselli, video brevi, newsletter e annunci: come usare l'AI per comunicare di più e meglio mantenendo la tua voce, e cosa dichiarare per legge.

Mattia PanattaAggiornato il 14 ottobre 202611 minBase
Un megafono da cui escono forme di post e caroselli che diventano una sola luce
Illustrazione generata con AI

In breve

  • L’AI moltiplica la quantità di contenuti, ma il pubblico premia la specificità: esperienze vere, opinioni, esempi concreti.
  • Usala per pianificare, variare e adattare, non per inventare cosa dire.
  • Costruisci prima un profilo di voce e una lista di argomenti tuoi: tutto il resto ne discende.
  • Immagini e video realistici generati con l’AI vanno dichiarati (AI Act, art. 50).

Il paradosso del contenuto infinito

Oggi chiunque può pubblicare tre post al giorno con l’AI. Il risultato è un mare di contenuti simili, e gli algoritmi (e le persone) hanno imparato a ignorarli. Ne parlo nell’opinione sull’AI slop: quando tutti possono produrre tutto, vince chi ha qualcosa da dire e lo dice in modo riconoscibile.

Quindi la domanda non è “come genero più post”, ma “come trasformo ciò che so e vivo in contenuti utili, più in fretta”.

Passo 1: la materia prima è tua

Prima di aprire ChatGPT, fai una lista di 20 cose che solo tu puoi raccontare:

  • domande che i clienti ti fanno sempre;
  • errori che vedi ripetere;
  • casi concreti (anonimizzati) e come li hai risolti;
  • opinioni su cui non sei d’accordo con il tuo settore;
  • numeri e dati del tuo lavoro.

Questa lista vale più di qualsiasi prompt.

Passo 2: il profilo di voce

Incolla 5-10 tuoi testi che funzionano (post, email, articoli) e chiedi una guida di stile. Salvala nelle istruzioni di un progetto “Comunicazione”: ogni contenuto partirà da lì.

Profilo di voce

Analizza i testi qui sotto e scrivi la mia guida di stile in 10 punti: tono, lunghezza delle frasi, parole che uso spesso, parole che non uso mai, come apro e come chiudo, uso di emoji ed elenchi, livello di tecnicismo. Aggiungi 5 errori da evitare per non sembrare scritto da un’AI.

TESTI: [incolla]

Passo 3: il piano editoriale

Piano di un mese

Sei il mio responsabile contenuti. Pubblico è [chi], obiettivo [contatti / autorevolezza / vendita di X]. Con la mia lista di argomenti qui sotto, crea un piano di 4 settimane: 3 contenuti a settimana, mescolando formati (carosello, video breve, post testuale, newsletter). Per ognuno: titolo, idea in una riga, formato, invito all’azione. Niente argomenti generici che non siano nella lista.

ARGOMENTI: [la tua lista]

Passo 4: un contenuto, cinque formati

Il trucco più efficace è il riuso: un’idea forte diventa articolo, carosello, script di video breve, post e paragrafo di newsletter. L’AI è bravissima ad adattare, molto meno a creare dal nulla.

Da articolo a cinque formati

Dal testo qui sotto ricava: 1) un carosello di 7 slide (una frase forte per slide, la prima deve fermare lo scroll), 2) lo script di un video di 45 secondi con un aggancio nei primi 3 secondi, 3) un post LinkedIn di 150 parole, 4) un paragrafo per la newsletter, 5) 5 titoli alternativi. Rispetta la mia guida di stile.

Immagini e video

  • Grafiche per caroselli e post: Canva o Gamma per l’impaginazione, ChatGPT Images per illustrazioni con testo leggibile.
  • Video brevi: lo script lo scrivi con l’AI, ma il volto e la voce migliori restano i tuoi. Per sottotitoli e tagli automatici esistono strumenti dedicati.
  • Spot e video generati: Google Flow (Gemini Omni) e piattaforme come Higgsfield con Seedance producono scene di qualità cinematografica. Ottimi per prodotti e atmosfere, da dichiarare quando sono realistici.

Persone reali e marchi

Non generare immagini di persone reali senza consenso, e attenzione ai marchi altrui. Per le immagini realistiche pubblicate a scopo informativo o commerciale aggiungi un’indicazione come “Immagine generata con AI”.

Annunci e campagne

L’AI aiuta a scrivere varianti di annunci da testare (titoli, testi, inviti all’azione) e ad analizzare i risultati delle campagne esportati in Excel. Le piattaforme pubblicitarie stesse integrano ormai strumenti generativi. La regola: genera molte varianti, ma decidi tu quali messaggi rappresentano davvero il tuo marchio, e misura.

Cosa misurare

  • Salvataggi e condivisioni più dei “mi piace”: indicano utilità.
  • Commenti con domande: diventano i prossimi contenuti.
  • Contatti e richieste, non solo follower.

Chiedi ogni mese all’AI di analizzare l’export delle statistiche: “quali argomenti e formati hanno portato più salvataggi e contatti? cosa smetteresti di fare?”.

In pratica

  1. Lista dei tuoi 20 argomenti e profilo di voce, una volta sola.
  2. Piano mensile con l’AI, poi un’idea forte alla settimana trasformata in più formati.
  3. Rileggi sempre: togli le frasi che potrebbe aver scritto chiunque.
  4. Dichiara immagini e video realistici generati.
  5. Misura salvataggi e contatti, non solo numeri di vanità.

Fonti

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.

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