Un chatbot AI per il tuo sito: come farlo bene
Cosa serve per mettere sul sito un assistente che risponde davvero ai clienti: contenuti, modello, costi, sicurezza della chiave, obblighi di trasparenza e privacy. Con l'esempio del chatbot di Lumen.

In breve
- Un buon chatbot risponde solo su ciò che sai tu (le tue pagine, listini, FAQ) e cita da dove prende le risposte.
- La parte tecnica è la più semplice; il lavoro vero è su contenuti, regole e verifiche.
- La chiave API deve stare sul server, mai nel codice del browser.
- Dal 2 agosto 2026 il chatbot deve dichiarare di essere un’AI (AI Act, art. 50).
Cosa può fare (e cosa no)
Un assistente sul sito può: rispondere alle domande frequenti, spiegare servizi e prezzi, guidare verso la pagina giusta, raccogliere una richiesta di contatto, prenotare. Non deve: dare pareri professionali personalizzati, promettere ciò che non è scritto nei tuoi documenti, raccogliere dati sensibili.
Come è fatto il chatbot di Lumen
Lo uso come esempio perché lo puoi provare in questa pagina:
- Conoscenza del sito: tutte le pagine vengono divise in sezioni e indicizzate quando il sito viene pubblicato. Quando fai una domanda, il modello chiama uno strumento di ricerca e legge solo i passaggi pertinenti (è la RAG, spiegata nella guida su RAG ed embedding).
- Fonti esterne controllate: per le notizie fresche può cercare sul web, ma solo su quattro siti scelti.
- Modello: un modello linguistico veloce ed economico di un grande fornitore, con poco ragionamento per rispondere in fretta.
- Server: una piccola funzione (su Vercel o Netlify) riceve la domanda, aggiunge le istruzioni, chiama il modello e trasmette la risposta parola per parola. La chiave resta lì.
- Regole: si presenta come AI, cita i link, non chiede dati personali, rimanda a una persona per i casi specifici.
Le scelte da fare
Il modello
Per un chatbot non serve il modello più potente. Contano qualità sufficiente, velocità e costo:
| Modello | Prezzo per milione di token (in / out) | Quando |
|---|---|---|
| Claude Haiku 5.5 | $0,10 / $0,50 | Domande semplici, volumi alti |
| Gemini 3.8 Flash | $0,75 / $3,75 | Multimodale, PDF e immagini |
| GPT-6.1 Sol | $2 / $10 | Qualità alta, ricerca web integrata |
Prezzi a ottobre 2026. Una risposta tipica legge 5-15 mila token (istruzioni e passaggi del sito) e ne scrive qualche centinaio: da frazioni di centesimo a qualche centesimo per domanda.
I contenuti
È qui che si vince o si perde. Prima di qualsiasi tecnologia:
- scrivi una pagina FAQ vera, con le 30 domande che ricevi davvero;
- tieni prezzi e orari in un solo posto aggiornato;
- togli dal sito informazioni vecchie: il chatbot le userebbe.
Le istruzioni
Sei l’assistente AI del sito di [attività]. Dillo se te lo chiedono e non fingerti una persona. Rispondi solo usando le informazioni del sito che ti vengono fornite; se non le trovi, dillo e proponi di contattare [email/WhatsApp]. Cita sempre la pagina da cui prendi l’informazione, con il link. Non dare pareri personalizzati [legali/fiscali/medici]: spiega il servizio e invita a prenotare una consulenza. Non chiedere e non salvare dati personali; se l’utente vuole essere ricontattato, indirizzalo al modulo di contatto. Rispondi in modo breve (massimo 150 parole), cordiale, nella lingua dell’utente.
Sicurezza: tre regole non negoziabili
- Chiave sul server. Se la chiave API è nel codice della pagina, chiunque può copiarla e usarla a tue spese. Va nelle variabili d’ambiente della funzione server.
- Limiti. Un tetto di spesa mensile nel pannello del fornitore, un limite di messaggi per utente, una lunghezza massima delle domande.
- Diffidenza verso gli input. Gli utenti proveranno a fargli dire cose strane (“ignora le istruzioni e…”). Istruzioni chiare, nessun accesso a strumenti pericolosi (niente invio email o accesso a database senza controlli), e test prima di pubblicare.
Obblighi di legge
- Trasparenza (AI Act, art. 50): chi chatta deve sapere che parla con un’AI. Basta un messaggio di benvenuto chiaro e una nota fissa sotto il campo di testo.
- Privacy (GDPR): informativa che spieghi quali dati passano al fornitore del modello, per quanto vengono conservati, su quale base giuridica. Meglio non salvare le conversazioni, o farlo solo in forma anonima.
- Professionisti: se il chatbot è di uno studio, ricordati anche dell’informativa sull’uso dell’AI della legge 132/2025.
Prima di pubblicare: il test
Prepara 30 domande vere, comprese quelle difficili e quelle “trabocchetto” (fuori tema, provocatorie, con dati personali). Verifica che il chatbot: risponda giusto, citi la fonte, dica “non lo so” quando serve, non esca dalle regole. Ripeti il test a ogni modifica importante.
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Fonti
Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.
