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Un chatbot AI per il tuo sito: come farlo bene

Cosa serve per mettere sul sito un assistente che risponde davvero ai clienti: contenuti, modello, costi, sicurezza della chiave, obblighi di trasparenza e privacy. Con l'esempio del chatbot di Lumen.

Mattia PanattaAggiornato il 14 ottobre 202612 minIntermedio
La finestra di un sito con un piccolo fumetto luminoso che risponde a un visitatore
Illustrazione generata con AI

In breve

  • Un buon chatbot risponde solo su ciò che sai tu (le tue pagine, listini, FAQ) e cita da dove prende le risposte.
  • La parte tecnica è la più semplice; il lavoro vero è su contenuti, regole e verifiche.
  • La chiave API deve stare sul server, mai nel codice del browser.
  • Dal 2 agosto 2026 il chatbot deve dichiarare di essere un’AI (AI Act, art. 50).

Cosa può fare (e cosa no)

Un assistente sul sito può: rispondere alle domande frequenti, spiegare servizi e prezzi, guidare verso la pagina giusta, raccogliere una richiesta di contatto, prenotare. Non deve: dare pareri professionali personalizzati, promettere ciò che non è scritto nei tuoi documenti, raccogliere dati sensibili.

Come è fatto il chatbot di Lumen

Lo uso come esempio perché lo puoi provare in questa pagina:

  1. Conoscenza del sito: tutte le pagine vengono divise in sezioni e indicizzate quando il sito viene pubblicato. Quando fai una domanda, il modello chiama uno strumento di ricerca e legge solo i passaggi pertinenti (è la RAG, spiegata nella guida su RAG ed embedding).
  2. Fonti esterne controllate: per le notizie fresche può cercare sul web, ma solo su quattro siti scelti.
  3. Modello: un modello linguistico veloce ed economico di un grande fornitore, con poco ragionamento per rispondere in fretta.
  4. Server: una piccola funzione (su Vercel o Netlify) riceve la domanda, aggiunge le istruzioni, chiama il modello e trasmette la risposta parola per parola. La chiave resta lì.
  5. Regole: si presenta come AI, cita i link, non chiede dati personali, rimanda a una persona per i casi specifici.

Le scelte da fare

Il modello

Per un chatbot non serve il modello più potente. Contano qualità sufficiente, velocità e costo:

Modello Prezzo per milione di token (in / out) Quando
Claude Haiku 5.5 $0,10 / $0,50 Domande semplici, volumi alti
Gemini 3.8 Flash $0,75 / $3,75 Multimodale, PDF e immagini
GPT-6.1 Sol $2 / $10 Qualità alta, ricerca web integrata

Prezzi a ottobre 2026. Una risposta tipica legge 5-15 mila token (istruzioni e passaggi del sito) e ne scrive qualche centinaio: da frazioni di centesimo a qualche centesimo per domanda.

I contenuti

È qui che si vince o si perde. Prima di qualsiasi tecnologia:

  • scrivi una pagina FAQ vera, con le 30 domande che ricevi davvero;
  • tieni prezzi e orari in un solo posto aggiornato;
  • togli dal sito informazioni vecchie: il chatbot le userebbe.

Le istruzioni

Istruzioni di base per il chatbot di un'attività

Sei l’assistente AI del sito di [attività]. Dillo se te lo chiedono e non fingerti una persona. Rispondi solo usando le informazioni del sito che ti vengono fornite; se non le trovi, dillo e proponi di contattare [email/WhatsApp]. Cita sempre la pagina da cui prendi l’informazione, con il link. Non dare pareri personalizzati [legali/fiscali/medici]: spiega il servizio e invita a prenotare una consulenza. Non chiedere e non salvare dati personali; se l’utente vuole essere ricontattato, indirizzalo al modulo di contatto. Rispondi in modo breve (massimo 150 parole), cordiale, nella lingua dell’utente.

Sicurezza: tre regole non negoziabili

  1. Chiave sul server. Se la chiave API è nel codice della pagina, chiunque può copiarla e usarla a tue spese. Va nelle variabili d’ambiente della funzione server.
  2. Limiti. Un tetto di spesa mensile nel pannello del fornitore, un limite di messaggi per utente, una lunghezza massima delle domande.
  3. Diffidenza verso gli input. Gli utenti proveranno a fargli dire cose strane (“ignora le istruzioni e…”). Istruzioni chiare, nessun accesso a strumenti pericolosi (niente invio email o accesso a database senza controlli), e test prima di pubblicare.

Obblighi di legge

  • Trasparenza (AI Act, art. 50): chi chatta deve sapere che parla con un’AI. Basta un messaggio di benvenuto chiaro e una nota fissa sotto il campo di testo.
  • Privacy (GDPR): informativa che spieghi quali dati passano al fornitore del modello, per quanto vengono conservati, su quale base giuridica. Meglio non salvare le conversazioni, o farlo solo in forma anonima.
  • Professionisti: se il chatbot è di uno studio, ricordati anche dell’informativa sull’uso dell’AI della legge 132/2025.

Prima di pubblicare: il test

Prepara 30 domande vere, comprese quelle difficili e quelle “trabocchetto” (fuori tema, provocatorie, con dati personali). Verifica che il chatbot: risponda giusto, citi la fonte, dica “non lo so” quando serve, non esca dalle regole. Ripeti il test a ogni modifica importante.

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Fonti

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.

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