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La bolla dell'AI esiste. La tecnologia no.

Valutazioni da centinaia di miliardi, data center finanziati a debito, soldi che girano in cerchio. Perché credo che ci sia una bolla finanziaria, perché la tecnologia resterà e cosa significa per chi la usa ogni giorno.

Mattia PanattaAggiornato il 14 ottobre 20267 minOpinione
Grafici di borsa su un monitor durante una sessione di trading
Foto: Nicholas Cappello · Unsplash

Ogni settimana qualcuno mi chiede: “Ma l’AI è una bolla?”. La mia risposta è che la domanda contiene due domande diverse, e la confusione nasce da lì. C’è una bolla finanziaria? Probabilmente sì. La tecnologia è una moda passeggera? Assolutamente no. Le due cose possono essere vere insieme, ed è già successo.

I segnali di una bolla

Chi ha studiato finanza riconosce alcuni schemi, e nel 2026 li vediamo quasi tutti.

Valutazioni che corrono più dei ricavi. Le aziende che costruiscono i modelli valgono centinaia di miliardi (Bloomberg titola un documentario recente su Anthropic “il colosso da 965 miliardi”), con ricavi che crescono velocissimi ma restano una frazione di quelle cifre. Il mercato sta pagando oggi profitti che, se arriveranno, arriveranno tra molti anni.

Investimenti enormi in infrastruttura. Data center, chip, energia: centinaia di miliardi l’anno. Ray Dalio, che non è un catastrofista di professione, ha detto chiaramente di vedere i tratti di una bolla: spesa in capitale che i profitti attuali non giustificano.

Soldi che girano in cerchio. Il produttore di chip investe nel laboratorio di AI, che usa quei soldi per comprare chip dal produttore, che registra i ricavi. Il fornitore di cloud finanzia il cliente che compra il suo cloud. Bloomberg ha dedicato un episodio proprio a questo “anello di denaro” con un titolo esplicito: sembra il 2008.

Il debito. Finché gli investimenti li pagavano i giganti con i loro profitti, il rischio restava dentro le loro casse. Ora una parte crescente dei data center è finanziata con debito, spesso fuori bilancio. Se i ricavi attesi tardano, il problema si sposta su chi ha prestato i soldi.

Perché la tecnologia invece resta

Detto questo, chi conclude “quindi l’AI è una moda” commette l’errore opposto. Alcuni dati che una moda non ha:

  • L’uso è reale e di massa. ChatGPT ha superato 1,2 miliardi di utenti settimanali. Non sono download curiosi: sono persone che tornano ogni settimana.
  • I costi crollano. Secondo Artificial Analysis, GPT-6.1 Sol risolve un compito del loro benchmark con 72 centesimi, restando a pochi punti dal modello più capace, che per lo stesso compito ne spende quasi 6 dollari. Quando una tecnologia diventa più capace e meno cara insieme, non sparisce: si diffonde.
  • Il valore è misurabile in compiti concreti. Leggere 1.000 fatture al mese con Claude Haiku 5.5 costa meno di un euro di modello. Scrivere una prima bozza di parere richiede minuti invece di ore. Non servono promesse sull’intelligenza generale per giustificare questi usi.

La lezione delle dot-com

Nel 2000 la bolla di internet è scoppiata in modo spettacolare. Moltissime aziende sono fallite, il Nasdaq ha perso quasi l’80%. Eppure internet non è sparito: è diventato l’infrastruttura di tutto. Le aziende che sono sopravvissute, e quelle nate dopo sulle macerie a prezzi più bassi, hanno costruito l’economia degli ultimi vent’anni.

Credo che con l’AI succederà qualcosa di simile. Alcuni laboratori non arriveranno al traguardo; alcuni data center resteranno mezzi vuoti; qualche investitore perderà molto. Ma la capacità di leggere, scrivere, analizzare e programmare a costo quasi zero non tornerà indietro.

Cosa significa per chi usa l’AI

Per un professionista o una piccola impresa la domanda “bolla sì o no” è meno importante di quanto sembri. Le conseguenze pratiche:

  1. Non legarti a un solo fornitore. Se un’azienda entra in difficoltà, cambia prezzi o condizioni. Tieni processi e prompt portabili, i tuoi dati esportabili, e conosci almeno un’alternativa per ogni strumento critico.
  2. Aspettati prezzi instabili. Oggi molti servizi sono venduti sotto costo per conquistare utenti. Le promozioni finiscono (Gemini 3.8 Flash, per esempio, ha un prezzo promozionale fino a fine 2026). Progetta pensando che il costo possa anche salire.
  3. Investi nelle competenze, non nelle scommesse. Saper usare bene questi strumenti resterà utile qualunque cosa succeda ai titoli in borsa. Comprare le azioni giuste è un altro mestiere.
  4. Paradossalmente, una correzione potrebbe aiutarti. Dopo lo scoppio delle dot-com la banda e i server costavano pochissimo. Se la bolla dell’AI si sgonfia, la capacità di calcolo costruita in eccesso renderà l’AI ancora più economica per chi la usa.

In una riga

La bolla, se c’è, è nel prezzo delle aziende, non nell’utilità della tecnologia. Chi usa l’AI per lavorare meglio non deve indovinare il prossimo crollo: deve solo evitare di dipendere da un unico cavallo.

Questa è un’opinione personale, non un consiglio di investimento.

Fonti

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Prezzi, modelli e norme cambiano spesso: verifica sempre sulle fonti ufficiali. Testo scritto con il supporto di strumenti di AI e rivisto dall'autore.

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Prossima opinione →L'AI non ti ruba il lavoro. Ti toglie il primo gradino.Gli studi più seri dicono che l'AI automatizza compiti, non mestieri. Ma i compiti che spariscono per primi sono quelli con cui i giovani imparavano il mestiere. Lo dico da giovane che ha appena iniziato a lavorare.